I bambini siriani hanno bisogno non solo di pane ma anche di giochi!

Missione compiuta per i volontari dell’associazione We Are Onlus, sul confine turco con la Siria. Lorella Morandi, Firas Mourad e il presidente Enrico Vandini sono riusciti, almeno per un giorno, a realizzare i sogni di una quarantina di bimbi orfani di padre ospitati in una serie di appartamenti a Kilis, città dell’Anatolia sud orientale dove vivono migliaia di profughi provenienti dalla Siria in guerra. Oltre ad affrontare le normali incombenze ed a portare aiuti umanitari ed economici alle popolazioni conosciute nel corso degli anni, questa volta i volontari hanno voluto realizzare i sogni dei bimbi e delle mamme di cui si prende cura un’associazione turca-siriana.

“Nelle scorse settimane i nostri bimbi hanno scoperto cosa esprimere un desiderio, ci hanno fornito una lista dei loro desiderata, spiega la dottoressa Lorella Morandi, e noi, grazie alla generosità di tanti, siamo riusciti ad esaudirli.”

Le bimbe, anche quelle molto piccole, si sono trasformate in tante principesse e fatine con abiti bianchi e variopinti portati dall’Italia. I maschietti, invece, hanno ricevuto macchinine, elicotteri e persino biciclette e tablet.

“Ad ognuno abbiamo portato esattamente quanto richiesto, compresa un’apparecchiatura per l’aerosol, domandataci da una bimba malata, che ha anche avuto un meraviglioso vestitino che non aveva richiesto ma che ha gradito moltissimo” aggiunge Lorella Morandi.

Il materiale è stato regalato ai volontari sia dalla popolazione bresciana, sia dai residenti a Bologna. Le due zone, difatti, grazie al lavoro di We Are Onlus sono ormai “gemellate” ed unite nel proposito di alleviare le sofferenze dei profughi siriani in Turchia.

“Quello che abbiamo fatto potrebbe sembrare futile e frivolo. In realtà donare un giorno di gioia a questi bimbi è stato importantissimo. Non hanno nulla. Vivono in appartamenti comuni dove ogni mamma ha una stanzetta per sé ed i suoi numerosi figli. In genere hanno solo un materasso ed uno spazio comune dove cucinano. Entrare in contatto con questa associazione che segue donne sole e con tanti bimbi è stato per noi importantissimo”.

cit. Il Giorno (Brescia), articolo di Milla Prandelli