Per tutti questi mesi mi hanno chiamata “folle”.

Ero l’irresponsabile.

Hanno discusso di me la prudenza e il buon senso.

“Sei pazza” – dicevano.

Per tutti questi mesi ho pensato avessero ragione loro.

Erano quasi riusciti a convincermi, sì.

Convincermi d’esser stata folle, irresponsabile ed avventata.

Ho pensato fino ad oggi che avessero ragione loro.

Non si tratta di ragione. Si tratta di cuore.

Ti ho dato la vita in un luogo di morte.

Alla luce in un tempo buio.

Ti ho messo al mondo in un territorio di guerra.

Sei nato in Syria, oggi, 9 settembre 2014.

In questo Paese che ha messo al mondo anche me.

In questo Paese che non sa più cosa sia la pace.

In questo Paese che non conosce la compassione.

Sei nato senza un padre, perché tuo padre ha scelto la guerra.

Sei nato orfano perché la guerra se l’è preso.

Ho pensato che avessero ragione loro.

Ma non si tratta di ragione, si tratta di cuore.

Ora, che finalmente ti stringo tra le mie braccia so che

la ragione può lasciare il passo all’amore,

la morte alla vita, il buio alla luce.

Sei nato in Syria, oggi, 9 settembre 2014 e sei la mia scheggia di pace.

Valentina Preti

(testo presentato al Giardino delle Duchesse di Ferrara nell’ambito della rassegna ‘Schegge di pace’ organizzata dalla Proloco. L’autrice fa parte dell’associazione culturale ‘Pennuti e contenti’, vedi blog)