Aiuti umanitari oramai sempre più disagevoli in Siria. Questo il risultato di quanto accaduto oggi in sede ONU.

La Russia, infatti, ha posto il veto ad una risoluzione proposta dalla Francia e sottoscritta da altri 40 paesi, tra cui l’Italia, che prevedeva l’immediata attuazione di un cessate il fuoco per i bombardamenti soprattutto sopra la zona di Aleppo.

Vitaly Churkin, ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che la proposta della Francia è ritenuta inaccettabile dai russi perchè includeva elementi “nocivi” e che quindi il suo paese ritiene la votazione, frutto di giorni di intensi negoziati, una “perdita di tempo“, tra l’altro, “inaccettabile”.

Dal 2011 ad oggi per 4 volte la Russia ha bloccato, facendo uso del diritto di veto, risoluzioni sulla Siria, ma questa volta la situazione è diversa. Ad Aleppo la situazione è talmente grave da farci parlare di genocidio di bambini, di nuovo olocausto subito da civili inermi che non possono fare altro che sperare che una bomba li eviti pregando di riuscire a sopravvivere per altre 24 ore.

Proprio per il tragico degrado in cui è costretta oggi la popolazione siriana, la diplomazia francese, patrocinante la risoluzione, tramite il ministro degli esteri francese, Jean-Marc Ayrault, aveva espresso con forza un giudizio quanto mai chiaro: “Se non facciamo qualcosa, Aleppo sarà presto in rovina e rimarrà nella storia come la città dove gli abitanti sono stati abbandonati ai loro carnefici”. Ricalcando, tra l’altro, le posizioni dello stesso presidente francese Hollande; il quale aveva affermato che: “un Paese che pone il veto a questa risoluzione sarebbe screditato davanti a tutto il mondo”.

Viene da chiedersi: qual’è la vera inaccettabile perdita di tempo? Quella di chi si impegna perchè delle vite non cessino di essere, o quella di chi impedisce risoluzioni di pace ordinando in contemporanea a qualche Mig di alzarsi in volo con il proprio carico di morte? Chiediamocelo…

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