Forse perché non andavamo a Kilis dal Natale 2019, e quindi la voglia di rabbracciare i nostri piccoli amici siriani era tanta, ma possiamo assicurarvi che quella che si è appena conclusa è stata una delle missioni emotivamente più forti di sempre.

Siamo arrivati a Kilis venerdì sera ed è stato inusuale vedere la cittadina  così frizzante e piena di gente e dopo poco abbiamo realizzato che quest’aria di festa era dovuta ai festeggiamenti serali del periodo di Ramadan e abbiamo deciso di fare una passeggiata nel centro del paese dove è stato assai strano sentire pronunciare i nostri nomi ed incontrare alcune delle donne siriane di cui ci occupiamo da anni anch’esse fuori per una passeggiata serale. Dopo poco la stanchezza ha avuto il sopravvento e ci siamo ritirati a dormire ben sapendo che le giornate successive sarebbero state dense di impegni.

Sabato mattina abbiamo visitato la “fabbrica delle donne” ovvero il laboratorio di cucito creato dalla Fondazione Fatih Sultan Dernegi per dare lavoro a donne vedove siriane che altrimenti faticherebbero ad avere una fonte di guadagno; essendo giorno di festa a scuola anche qualcuno dei ragazzi più grandi era presente per dare un contributo alla realizzazione di manufatti da consegnare a breve scadenza. Ci siamo poi recati presso lo spazio creato grazie al generoso contributo del Rotary di Bologna Galvani che viene usato come sala giochi e palestra dai nostri piccoli all’interno del quale è ospitato l’ambulatorio dove si tengono gli incontri relativi al nostro progetto di sostegno psicologico. Da qualche mese in questo spazio vengono organizzati dei corsi dedicati ai profughi siriani per aiutarli nelle pratiche necessarie ad ottenere la cittadinanza turca visto che per molti di loro la Siria non è più un paese sicuro. I corsi vengono realizzati in collaborazione con gli enti turchi che si occupano di immigrazione e sono molto importanti per i profughi siriani. Nel pomeriggio ci siamo dati appuntamento come di consueto in un magazzino di abbigliamento per acquistare vestiti per i nostri piccoli amici ed è stata una gioia leggere la felicità nei loro occhi. Alla sera hanno organizzato una cena a cui abbiamo partecipato insieme a tutte le famiglie sostenute dall’associazione per festeggiare insieme la rottura del digiuno e alla fine della cena ci sono stati consegnati alcuni doni e abbiamo scattato foto di rito.

Domenica mattina abbiamo sottoscritto un nuovo accordo di collaborazione con la Fondazione e ci siamo recati a visitare alcune abitazioni dove i bimbi vivono e, purtroppo, abbiamo appurato che quasi tutte le sistemazioni non sono in linea con quelli che sono i nostri standard abitativi ma ci rendiamo conto che i profughi sono tanti e non è facile garantire a tutti gli standard abitativi che vorremmo per loro. Cerchiamo di ricordare sempre che il fatto di essere seguiti dalla Fondazione Fatih Sultan Dernegi garantisce loro un tetto e l’accesso a servizio sanitario e all’istruzione. Tutto sommato crediamo che non sia poi poco. Domenica pomeriggio ci siamo dedicati a quella che è la nostra occupazione preferita ossia portare tutti i bambini in un parco giochi dove ci siamo intrattenuti a giocare insieme: loro instancabili, noi un po’ meno, ma il loro affetto e la loro sincera riconoscenza alimentano in noi una grande forza e la certezza che stiamo percorrendo un buon cammino.

La giornata si è conclusa con una cena che abbiamo consumato tutti insieme al parco giochi. Poi è venuto il momento che più ci crea un groppo in gola ossia quello degli arrivederci e dei saluti. Siamo rientrati in albergo stanchi ma felici e siamo rimasti soli, ognuno nella propria stanza a goderci e a lasciare decantare dentro di noi la tanta gioia e le forti emozioni vissute. Come sempre siamo rientrati con in testa idee e progetti da realizzare per il loro futuro di cui presto vi parleremo.