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  • Forse perché non andavamo a Kilis dal Natale 2019, e quindi la voglia di rabbracciare i nostri piccoli amici siriani era tanta, ma possiamo assicurarvi che quella che si è appena conclusa è stata una delle missioni emotivamente più forti di sempre.

    Siamo arrivati a Kilis venerdì sera ed è stato inusuale vedere la cittadina  così frizzante e piena di gente e dopo poco abbiamo realizzato che quest’aria di festa era dovuta ai festeggiamenti serali del periodo di Ramadan e abbiamo deciso di fare una passeggiata nel centro del paese dove è stato assai strano sentire pronunciare i nostri nomi ed incontrare alcune delle donne siriane di cui ci occupiamo da anni anch’esse fuori per una passeggiata serale. Dopo poco la stanchezza ha avuto il sopravvento e ci siamo ritirati a dormire ben sapendo che le giornate successive sarebbero state dense di impegni.

    Sabato mattina abbiamo visitato la “fabbrica delle donne” ovvero il laboratorio di cucito creato dalla Fondazione Fatih Sultan Dernegi per dare lavoro a donne vedove siriane che altrimenti faticherebbero ad avere una fonte di guadagno; essendo giorno di festa a scuola anche qualcuno dei ragazzi più grandi era presente per dare un contributo alla realizzazione di manufatti da consegnare a breve scadenza. Ci siamo poi recati presso lo spazio creato grazie al generoso contributo del Rotary di Bologna Galvani che viene usato come sala giochi e palestra dai nostri piccoli all’interno del quale è ospitato l’ambulatorio dove si tengono gli incontri relativi al nostro progetto di sostegno psicologico. Da qualche mese in questo spazio vengono organizzati dei corsi dedicati ai profughi siriani per aiutarli nelle pratiche necessarie ad ottenere la cittadinanza turca visto che per molti di loro la Siria non è più un paese sicuro. I corsi vengono realizzati in collaborazione con gli enti turchi che si occupano di immigrazione e sono molto importanti per i profughi siriani. Nel pomeriggio ci siamo dati appuntamento come di consueto in un magazzino di abbigliamento per acquistare vestiti per i nostri piccoli amici ed è stata una gioia leggere la felicità nei loro occhi. Alla sera hanno organizzato una cena a cui abbiamo partecipato insieme a tutte le famiglie sostenute dall’associazione per festeggiare insieme la rottura del digiuno e alla fine della cena ci sono stati consegnati alcuni doni e abbiamo scattato foto di rito.

    Domenica mattina abbiamo sottoscritto un nuovo accordo di collaborazione con la Fondazione e ci siamo recati a visitare alcune abitazioni dove i bimbi vivono e, purtroppo, abbiamo appurato che quasi tutte le sistemazioni non sono in linea con quelli che sono i nostri standard abitativi ma ci rendiamo conto che i profughi sono tanti e non è facile garantire a tutti gli standard abitativi che vorremmo per loro. Cerchiamo di ricordare sempre che il fatto di essere seguiti dalla Fondazione Fatih Sultan Dernegi garantisce loro un tetto e l’accesso a servizio sanitario e all’istruzione. Tutto sommato crediamo che non sia poi poco. Domenica pomeriggio ci siamo dedicati a quella che è la nostra occupazione preferita ossia portare tutti i bambini in un parco giochi dove ci siamo intrattenuti a giocare insieme: loro instancabili, noi un po’ meno, ma il loro affetto e la loro sincera riconoscenza alimentano in noi una grande forza e la certezza che stiamo percorrendo un buon cammino.

    La giornata si è conclusa con una cena che abbiamo consumato tutti insieme al parco giochi. Poi è venuto il momento che più ci crea un groppo in gola ossia quello degli arrivederci e dei saluti. Siamo rientrati in albergo stanchi ma felici e siamo rimasti soli, ognuno nella propria stanza a goderci e a lasciare decantare dentro di noi la tanta gioia e le forti emozioni vissute. Come sempre siamo rientrati con in testa idee e progetti da realizzare per il loro futuro di cui presto vi parleremo.

  • Febbraio 2022

    In questi giorni un centinaio di scatoloni contenenti articoli per l’inverno e articoli di igiene personale sono partiti da Modena e sono giunti a Lesvos in Grecia.

    Tutto il materiale è stato raccolto e custodito nelle case dei soci WeAre durante i lunghi mesi in cui era impossibile effettuare spedizioni. Perché organizzare una spedizione non è mai semplice, ma in questi due anni è stato molto complicato. Comunque anche questa volta ce l’abbiamo fatta, così come lo scorso anno quando siamo riusciti a portare un container sulla rotta Balcanica.

    Preparando gli scatoloni. Casa di Lorella

    Per far arrivare i cartoni a Lesvos ci siamo appoggiati, come già in passato, all’organizzazione The Hope Project, che opera in Grecia ed in particolare a Lesvos. Questa collaborazione ci permette di monitorare il materiale arrivato a destinazione e la sua distribuzione.

    Inizia il carico: da Capriolo verso Modena

    Il container partirà da Campogalliano (Modena) che è il punto di raccolta del materiale da spedire.

    Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno contribuito a recapitare coperte, cappotti, giubbotti, giacche a vento, abiti per uomo, donna, bambino e neonato, scarpe, accessori come sciarpe, guanti e berrette, materiale igienico e giochi. Abbiamo preparato gli scatoloni dividendo il materiale in modo che ogni scatolone contenesse generi della stessa tipologia. Un lavoro lungo che in molti casi ci ha fatto molto apprezzare la cura con cui gli abitini per bambini fossero puliti e profumati, le coperte pulite e ben confezionate, i vestiti in ottime condizioni e adatti per l’inverno: perché donare calore per l’inverno è anche riconoscere la dignità alle Persone a cui affidiamo il dono.

    Con questa spedizione sappiamo che molti nuclei familiari avranno coperte e indumenti adatti all’inverno, i bambini avranno calze e scarpe ai piedi e qualche peluche da coccolare.

    Sappiamo che questa spedizione contiene “solo” piccole gocce di cura ed attenzione in un mare di disperazione e solitudine in cui sopravvivono migliaia di persone. Ma anche una sola goccia fa la differenza tra la condizione di abbandono che decreta l’invisibilità e la Persona riconosciuta

    Container arrivato a Lesvos
    Il nostro simbolo WeAre su ogni scatolone
    Volontari di The Hope Project

  • Sono trascorsi dieci anni da quando il popolo siriano scese in piazza per chiedere libertà, democrazia e trasparenza nell’amministrazione del loro paese e, come tutti sappiamo, quelle manifestazioni pacifiche sono state soffocate nel sangue scatenando l’inizio di una guerra civile che dura da tanto, troppo tempo. 

     Morte, distruzione, e fuga dal paese sono la quotidianità di tanti siriani; a questo si aggiunge la scarsa attenzione alla tutela e all’accoglienza di molti paesi europei che spesso hanno costruito muri per impedire di richiedere l’asilo politico loro dovuto in base al diritto internazionale.

    In questi dieci anni la nostra associazione ha fatto tutto il possibile per essere a fianco del popolo siriano: abbiamo raccolto e spedito beni di prima necessità, realizzato e sostenuto progetti in territorio siriano, in Turchia e in Italia cercando di aiutare in maniera concreta chi si trovava in difficoltà ma anche andando nelle scuole e presso altre istituzioni per portare la nostra testimonianza su quello che stava accadendo vista la scarsa e vergognosa informazione che i media hanno riservato a questo dramma. Dramma che qualcuno più importante di noi ha definito “la più grande catastrofe umanitaria dopo la seconda guerra mondiale”.

     Quando abbiamo deciso di aiutare il popolo siriano e anche tutti coloro che sono in fuga da guerre, carestie e persecuzioni non avremmo mai potuto immaginare che la situazione nel 2021 sarebbe stata ancora così drammatica e di dover assistere a questa tragica indifferenza nei confronti dei diritti umani. Si continuano a costruire barriere, ad ideare leggi folli solo per non accogliere persone in fuga dai loro paesi a causa di guerre che abbiamo provocato, finanziato e che comunque non ci siamo impegnati a fermare in nessuna maniera.

    Ci rendiamo conto che una piccola associazione come la nostra poco possa fare di fronte ad un dramma così grande ma siamo consapevoli di non avere mai mollato e di quello che abbiamo fatto siamo particolarmente fieri.

    Dieci anni sono passati e l’attenzione sul dramma siriano continua a calare ma i problemi dei tanti profughi, delle vedove e degli orfani di questa tragedia non sono certo risolti: sia per chi è rimasto nel proprio paese sia per chi vive confinato da anni in campi profughi creati con lo scopo tristemente chiaro di non farli arrivare in Europa e neppure per chi in Europa ci è arrivato ma che spesso è considerato come un peso da sostenere e visto con sospetto per le sue origini. Non è nostra intenzione abbassare il livello di attenzione anche se la pandemia ci sta impedendo di recarci in missione da tanto e ci ha costretto ad annullare eventi di sensibilizzazione e di raccolta fondi.

     Uno degli eventi che lo scorso anno è stato annullato è il Festival della Pace organizzato dal comune di Brescia che però sarà inaugurato il prossimo 12 Novembre e al quale parteciperemo con la Mostra fotografica Caesar che documenta le torture subite dai prigionieri del regime di Assad molti dei quali hanno trovato la morte nelle carceri siriane.

    Si tratta di foto particolarmente drammatiche che sono state esposte al palazzo dell’Onu, alla Commissione Affari Esteri del Congresso degli Usa, al Museo dell’Olocausto di Washington e nelle principali città europee.

    Abbiamo deciso di esporre le foto nell’ambito del Festival della Pace proprio ora, dopo dieci anni da quando tutto è iniziato con la speranza che il mondo non dimentichi quanto è accaduto visto che da alcune parti si sta cercando di riabilitare la figura di Assad nonostante la recente sentenza del Tribunale di Coblenza in Germania che ha di fatto riconosciuto il governo siriano colpevole di crimini contro l’umanità condannando un membro della polizia segreta del regime alla detenzione.

     Dall’inizio di questa rivoluzione abbiamo cercato di onorarne le vittime nell’unico modo che ci era possibile: prendendoci cura dei loro orfani e delle loro vedove ma anche facendo tutto quanto era possibile affinché non fossero morti invano.

    Con umiltà crediamo di averlo fatto al meglio delle nostre possibilità e grazie a chi sarà al nostro fianco continueremo a farlo.

    Vi aspettiamo a Brescia, grazie.

  • Finalmente si è tornati ad una vita quasi normale e quindi siamo riusciti ad organizzare due serate di raccolta fondi che sono state molto emozionanti. La prima si è svolta venerdì 09 giugno presso Villa Le Mafalde di Capriolo (Bs) e siamo riusciti ad avere ospite il caro amico Alaa Arsheed che ha allietato la serata con il suo violino. Per la seconda serata abbiamo avuto il grande onore di essere ospitati nella villa dei Marchesi Scarani ovvero in una delle dimore più belle di Bologna che ci ha offerto un affaccio esclusivo su questa bellissima città. Anche nel corso di questa serata abbiamo avuto un esibizione della amica violinista Elena Veronesi che ha accompagnato letture tratte dal libro Diciannove Donne di Samar Yazbek (edizioni Sellerio). L’evento di Capriolo si è svolto grazie al contributo generoso di chi ci ha accolto e di numerose attività commerciali che hanno sponsorizzato l’evento. Per l’evento di Bologna si ringrazia in particolar modo Campanacci Vini e Agriturismo che ci hanno offerto gli ottimi vini che hanno accompagnato l’evento.

    Il ricavato di entrambe le serate è stato impiegato per sostenere il nostro progetto di sostegno psicologico destinato agli orfani e alle vedove di guerra che da anni sosteniamo nella cittadina di Kilis al confine turco siriano. Vogliamo condividere soprattutto con chi non ha potuto partecipare alcune belle immagini della serata ricordando che è comunque possibile sostenere i nostri progetti tramite bonifico bancario (IBAN :IT02V0538702402000002154768), Paypal ( donazioni@weareonlus.org ) oppure tramite la piattaforma Wishraiser ( www.wishraiser.com/we-are-odv ) con donazioni mensili continuative a partire da 9,00 euro.

    We Are a Villa Le Mafalde ( Capriolo)
    We Are a Villa dei Marchesi Scarani ( Bologna)
  • Accade che a volte il mondo della musica e della poesia si mettano a disposizione del no profit e questa alchimia è

    particolarmente bella e stimolante così come lo è la collaborazione che nasce tra associazioni

    che si sono create con scopi a volte diversi ma che comunque hanno il bene comune come

    obiettivo primario.

    In questi giorno We Are ha dato vita a due progetti molto importanti ognuno dei quali ha

    portato una forma d’arte a sostenere i nostri progetti.

    La prima iniziativa è nata grazie alla collaborazione con il musicista Carlo Finazzi che dopo anni

    ha deciso di tornare sul mercato con un CD musicale i cui proventi andranno a sostegno del

    nostro progetto SOSTEGNO PSICOLOGICO che come sapete è stato creato per gli orfani e le

    donne siriane che vivono nella cittadina turca di Kilis ospiti della Fondazione Fatih Sulthan

    Dernegi. Il CD è disponibile per essere scarcato su tutte le piattaforme musicali ed è acquistabile al prezzo di 5 euro contattando l’associazione WeAre odv.

    La seconda iniziativa invece riguarda la Poesia e nel caso specifico l’amico poeta Bartolomeo

    Smaldone che ha deciso di mettere a disposizione quattro poesie inedite, ciascuna delle quali

    sarà stampata su carta Fedrigoni Freelife Vellum 260 gr e rilegata a mano. Ogni esemplare sarà

    siglato dall’autore e corredato da un disegno realizzato per l’occasione dall’artista Mario

    Pugliese. Questa iniziativa nasce da una collaborazione con l’Associazione il Sorriso di Filippo e

    a loro bisogna scrivere per avere le indicazioni per l’acquisto del volume.

    Fare del bene fa bene e queste iniziative ne sono una prova.

  • Presentazione del libro di Shady e Mohamed Hamadi

    Con Shady Hamadi, Amedeo Ricucci, Domenico Letizia, Entico Vandini e Lorella Morandi.

    Un viaggio nella Siria di ieri e di oggi.

    Un incrocio di esperienze, condivisioni e silenti.

    Un percorso di vita affrontato da due generazioni che si specchiano nello scenario della Siria martoriata.

    Amore profondo.

    Dolore profondo.

    Una speranza velata di malinconia per un sogno non raggiungibile.

  • Di Domenico Letizia 17 febbraio 2021

    Si è recentemente svolto un importante evento on-line, organizzato dall’associazione umanitaria bolognese “We Are”, che è ritornata a porre l’attenzione sull’attualità della Siria e sulle origini di questa catastrofe umanitaria, di cui l’organizzazione di volontariato si occupa da anni. Un’occasione per ascoltare relatori di grande spessore che conoscono bene la situazione e che tante volte hanno visitato e monitorato le condizioni sociali e umanitarie dei campi profughi al confine con la Turchia. Ai lavori on-line hanno partecipato Amedeo Ricucci, giornalista della Rai, Giulio Terzi, ambasciatore e già ministro degli Esteri, i volontari e gli attivisti di “We Are” Enrico Vandini, Lorella Morandi e Gabriella Tonoli. Amedeo Ricucci ha subito ricordato che ciò che viviamo con l’attuale contesto geopolitico siriano è l’espressione di un’attività di una propaganda di regime che è riuscita ad avvelenare i pozzi delle informazioni, al punto da mettere in dubbio l’autenticità del lavoro di “Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura”, mostra fotografica è stata esposta dalle più importanti istituzioni internazionali, Onu compresa. Le foto del fotografo siriano si riferiscono in parte al periodo in cui le manifestazioni pacifiche del 2011 sfociavano in brutali arresti, torture ed esecuzioni indiscriminate di quanti si opponevano al regime.

    Notizie che “We” Are raccoglie da anni. L’associazione di volontariato, peraltro, dedica speciale attenzione ai bambini e alla loro educazione. Per “We Are”, Enrico Vandini mantiene i rapporti con tutti gli enti istituzionali e coordina il lavoro dentro il nucleo operativo del Consiglio. Vandini ha relazionato sul lavoro dell’associazione ricordando che “We Are è nata nel mese di settembre 2013 per la volontà di dieci amici che hanno deciso di fare qualcosa di concreto a favore delle persone che si trovano in stato di necessità con un occhio di riguardo verso il dramma del popolo siriano. Alcuni dei fondatori, me compreso, erano già scesi più volte in Siria a portare aiuti alle persone costrette a vivere all’interno di campi profughi e quei viaggi ci hanno in qualche modo cambiato la vita e ci hanno fatto capire che per aiutare in maniera seria e continuativa era necessario dare vita ad una associazione riconosciuta legalmente. I nostri progetti iniziali sono stati di raccolta indumenti, farmaci, generi alimentari, giocattoli e scarpe che abbiamo spedito tramite container in Siria”.

    E poi: “Quanto spedito è stato raccolto grazie alla generosità di tanti amici e sostenitori dal cuore grande e tramite collette farmaceutiche e alimentari organizzate grazie a volontari dal cuore grande. Quello che sta accadendo in Siria e ad Aleppo è vergognoso per tutti coloro che hanno a cuore la giustizia, i diritti umani e la vita umana stessa. Si sta dimostrando che il business è più importante di questi valori, tant’è che non si esita a fare affari d’oro con stati che tali diritti li calpestano quotidianamente e questo sembra essere accettato da tutti dimenticando che ci sono stati che fanno affari con Isis e costruiscono anche muri e barriere per impedire alle persone di fuggire da questa carneficina”.

    Successivamente è intervenuta Lorella Morandi, con Gabriella Tonioli, che hanno ricordato i progetti di ieri, di oggi e di domani introdotti dell’organizzazione: “Quando abbiamo inaugurato a Kilis il centro psicologico per i bambini, avevamo fatto una specie di open-day aprendo le porte non solo alle nostre famiglie ma a tutti i siriani presenti a Kilis che necessitavano di un aiuto. Ricordo che, guardandomi intorno, mi sentivo impotente. Prese la parola un ragazzo in carrozzina, senza entrambe le gambe, un viso molto bello e, nonostante tutto, sorridente, con una voce calma, senza una traccia di rabbia che ci chiese di parlare di quello che stavano vivendo, di raccontare alla gente quello che accade. Ecco perché sono importanti serate di approfondimento come quella che abbiamo sviluppato. E perché è importante che gli amici di “We Are” continuino a seguirci e a supportarci”.

    In conclusione, particolarmente importante è stato l’intervento dell’ambasciatore Giulio Terzi, già ministro degli Esteri che, ricordando la cultura ricca, civile e aperta dello stato iraniano, ha ribadito come il Paese sia diventato uno Stato paria con un concreto sostegno al finanziamento del terrore in Siria: “Il regime teocratico e fascista appare più impegnato nell’abuso dei diritti umani e nell’esportazione del terrore, mentre 80 milioni di iraniani allo stremo, oltre la metà dei quali hanno meno di 30 anni, lottano per sfamare le loro famiglie in un contesto di interruzioni di corrente, carenze idriche e prezzi dei prodotti alimentari che sono aumentati di oltre il 60 per cento e un bilancio delle vittime del Coronavirus fuori da ogni controllo. Oggi, ottanta milioni di esseri umani, un terzo dei quali bambini, fuggono dalla discriminazione etnica, dalla guerra, dalla tortura, dalla minaccia di morte per fame che incombe sulle regioni dalle quali proviene l’ottanta per cento dei profughi. Una manciata di Paesi produce i due terzi di quell’umanità in fuga: Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar. Quello che stiamo vivendo in Siria è una tragedia umanitaria, che calpesta tutta la giurisprudenza internazionale e le convenzioni internazionali, per la protezione dei diritti dell’uomo”.

  • Questo anno orribile sta giungendo al termine e tutto sommato c’è solo da rallegrarsene. C’è chi ha perso persone care senza neppure porgere loro un estremo saluto, c’è chi ha lottato e per fortuna ne è uscito e c’è anche chi ha perso il lavoro oppure ancora ora vive in condizioni precarie a causa di questa pandemia. Sapendo quanti drammi si sono vissuti e ancora si vivono nel nostro paese abbiamo evitato di raccontarvi le situazioni in cui si sono trovati i profughi siriani in questi mesi, ce lo siamo tenuti per noi perché non abbiamo mai voluto spettacolarizzare il dolore per qualche donazione in più; non ci piace e non c’è mai piaciuto. Abbiamo preferito condividere con amici e sostenitori foto di sorrisi, di realtà allegre e spensierate in apparenza anche se poi dietro sappiamo che spesso esistono drammi che andranno sanati. Sempre a causa della pandemia abbiamo dovuto azzerare o quasi gli eventi benefici per raccolta fondi a sostegno dei nostri progetti ma grazie alla generosità di tanti siamo fieri di poterVi comunicare che i nostri progetti in essere sono stati comunque portati a termine e siamo riusciti ad aiutare anche i profughi che si trovano nell’isola di Lesbo e tanti ragazzi che vivono in Italia. Chi ci segue con frequenza saprà che il progetto di Sostegno Psicologico a cui abbiamo dato vita all’inizio del 2020 ha durata biennale per cui si concluderà alla fine del 2021 per cui da gennaio inizieremo a raccogliere fondi per sostenerlo. Anche la nostra collaborazione con la casa-famiglia di Kilis continuerà per il 2021 e abbiamo in mente un progetto molto bello che speriamo di potere mettere in moto a fine pandemia e di cui vi daremo notizie appena possibile.

    La situazione in Siria rimane tragica e quello che più ci lascia sgomenti è la totale indifferenza del mondo intero davanti al dramma di questo popolo; di fronte alla tragedia dell’Olocausto molti, dopo anni, si sono chiesti come avessero fatto a non essersi resi conto di nulla e noi la stessa domanda la vorremmo rivolgere oggi ai governanti, agli organismi internazionali, ai mezzi di informazione che continuano ad ignorare questo sterminio di massa senza motivi apparenti che possano giustificare questo vergognoso immobilismo.

    Siamo sgomenti e siamo incazzati, passateci il termine, ma siamo anche determinati ad andare avanti e saremo sempre al fianco del popolo siriano fino a quando questo vergognoso massacro non avrà fine e faremo tutto quanto in nostro potere per denunciare i soprusi e i crimini commessi e speriamo che prima o poi qualcuno paghi per tante vite spezzate e/o rovinate.

    Attualmente abbiamo aperto su Facebook una raccolta fondi che terminerà a fine anno con lo scopo di poter sostenere i nostri piccoli amici di Kilis ad acquistare beni di prima necessità per affrontare l’inverno e ci auguriamo che grazie alla Vostra generosità l’obiettivo venga presto raggiunto e, se possibile superato. Con questa speranza vogliamo augurare nonostante la situazione Buone feste a tutti i nostri amici e sostenitori e permetteteci di ringraziare alcune persone che anche quest’anno ci sono state sempre al fianco con grande disponibilità: in particolare un grazie di cuore a ines Paccanelli, Olivia Giovanardi, Gabriela (Gabo) Calabrò, Claudia Morandini, Gabriele Invernizzi, Isaac de Martin, Alaa Arsheed, Maurizio Figaroli, Valerio Capoccia, Alessandra Santonocito, Alessandro Vincenzi, Daniela Maioli, Desireè Pantaleoni, Giuseppe Prati, Fabio Montanari, Sonia Fenara, Daniela Crosta, Virna Colombi, Domenico Letizia, Diana e Alberto, Virginia Ryan, Renato Pizza, Elena Furlati e Antonio Giorgi, David Manco, Emilia Abbate, Maurizio e Rosa del Cocca Hotel, Laura Cruicchi, Ivan Santi, Riccardo Rosa, Pamela Catto, Amedeo Ricucci, Fouad Roueiha, Caritas Bologna, Associazione Amici del Brasile, Massimo Menegatti, Angela Giolo, Daniela Alberti, Alessandra Maffezzoni , Andrea Bossola., Carlo Finazzi, Marcella Chiari, Eleonora Pea Smemo e Hamed della Pizzeria Marbella.

    Tanti, tanti e sinceri auguri di buone feste a tutti.

    Enrico Vandini – Lorella Morandi – Gabriella Tonoli – Massimo Antinucci – Monica Benatti – Biloslavo Stefano – Armando Mautone – Firas Mourad – Mirta Neretti – Ivan Pananti – Roberta Pettazzoni – Stefano Quarantotto – Alex Scalici – Manuel Turri – Grazia Vandini

  • Apriamo ufficialmente la campagna tesseramento per l’anno 2021.

    Il mondo sta vivendo un’emergenza sanitaria che ha tantissime ripercussioni nei vari campi del vivere quotidiano e tocca ogni persona.

    E’ un periodo difficile e duro.

    La nostra associazione, pur con tutte le difficoltà incontrate in questo ultimo anno, sta mantenendo in vita i progetti perché la promessa fatta ai nostri bambini, alle mamme e alle persone scappate dalla guerra che vivono a Kilis ci scuote e ci ricorda che dobbiamo essere propositivi e fiduciosi. Ce lo insegnano proprio loro con gli abbracci i sorrisi fiduciosi e i silenzi velati. Sostenere lo studio dei bambini/ragazzi, aiutare le donne con gli affitti ed il lavoro, supportare i bambini e i profughi di guerra con l’intervento di aiuto psicologico è un impegno che vogliamo onorare.

    Grazie a chi deciderà di diventare sostenitore di We Are Odv i nostri progetti potranno avere una copertura assicurata e questo per noi significa tanto visti i sacrifici che abbiamo dovuto fare in questo orribile 2020 in cui abbiamo dovuto annullare gran parte delle iniziative di raccolta fondi che avevamo programmato.

    Come si può immaginare l’annullamento di tante iniziative hanno fatto diminuire notevolmente le nostre entrate e, chiaramente, non abbiamo potuto avviare nuovi progetti e questo è per noi un grosso dispiacere tenuto conto che le condizioni dei profughi siriani non sono certo migliorate in periodo Covid, anzi, tante sarebbero state le cose da realizzare ed i progetti da avviare a loro sostegno.

    Diventare sostenitore, sottoscrivendo la tessera associativa, può garantire la continuità del nostro impegno.

    La tessera sostenitore ha durata annuale ed è molto facile da ottenere: basta scaricare i due moduli dal sito, compilare quello relativo ai dati personali e firmare quello relativo alla privacy ed effettuare versamento di 50 euro (causale erogazione liberale) sul conto corrente bancario

    (IT02V0538702402000002154768), su quello postale

    (IT31H0760102400001016612770) oppure tramite Paypal

    (donazioni@weareonlus.org )

    Una volta compilati i moduli possono essere scannerizzati e trasmessi tramite email all’indirizzo:

    sostenitore@weareodv.org

    oppure per postaordinari a all’indirizzo della nostra sede in Via Parisio 18 – 40137 Bologna.

    Per qualsiasi chiarimento siamo a vostra disposizione.

    I sostenitori riceveranno mensilmente newsletter con la quale saranno informati delle nostre iniziative e dell’avanzamento dei nostri progetti in corso e di quelli eventualmente in fase di preparazione.

    Tutto il team di We Are insieme ai nostri piccoli angeli di Kilis ringraziano fin d’ora chi deciderà di diventare nostro sostenitore.

  • Sono trascorsi ormai otto mesi da quando abbiamo avviato il progetto di sostegno psicologico dedicato ai profughi siriani (vedove, orfani e mutilati) che vivono nella cittadina di Kilis nella quale la nostra associazione opera da tempo.

    Abbiamo aspettato di ricevere i dati completi dei primi sei mesi per potere condividere insieme a voi i risultati e ora, con grande orgoglio e grande soddisfazione, siamo in grado di farlo.

    Nel corso dei primi sei mesi sono state effettuate 222 sedute (singole e di gruppo) e complessivamente sono stati trattati 237 bambini e 137 adulti.

    Non possiamo entrare nello specifico per non violare la loro privacy ma siamo in grado di raccontarvi le problematiche su cui il team di specialisti hanno dovuto maggiormente intervenire.

    L’arrivo del Covid19 ha imposto che le sedute dei primi mesi venissero dedicate a spiegare cosa rappresentava il virus e quali erano le modalità per poterlo evitare. Una volta che i punti essenziali sono stati chiariti si è partiti con sedute psicologiche che hanno cercato di intervenire sui traumi derivanti dalla guerra sia per gli adulti che per i bambini alcuni dei quali hanno problemi di minzione notturna nonostante una età in cui questo problema dovrebbe essere risolto. Il team di psicologi ha cercato di capire i drammi interiori di questi bambini facendo fare loro disegni da cui sono emerse le loro paure ed i loro fantasmi su cui poi hanno iniziato a lavorare. Anche gli adulti come è facile intuire soffrono i traumi dovuti alla guerra, alla perdita dei loro cari e dall’abbandono delle loro case e della loro terra ma con persone di età adulta fare emergere i drammi a volte è più semplice e diretto ma poi si deve insegnare loro come gestire figli problematici e come impiegare al meglio il loro tempo senza cadere in stati depressivi.

    Sia alle madri che ai fanciulli, chiaramente con modalità differenti, è stato spiegato come evitare e nel caso riconoscere eventuali casi di abusi sessuali sui minori: certo è un argomento che fa vomitare anche solo a doverci pensare ma rendiamoci conto delle condizioni di vita di queste famiglie: abbiamo condiviso questo approfondimento che si è sembrato più che necessario.

    Si è lavorato molto e si continuerà a farlo nei prossimi mesi sulla gestione del tempo libero e sul rapporto con i media sia per quanto riguarda gli adulti che i minori.

    Dal mese di luglio è partita la seconda parte del progetto che abbiamo ipotizzato debba durare almeno 24 mesi e non vi nascondiamo che siamo davvero molto fieri di quello che stiamo realizzando e anche se questa estate non siamo potuti scendere in missione speriamo di poterlo fare al più presto con la certezza di vedere ed abbracciare bambini ed adulti più sereni e con qualche problema in meno. Non è stato facile sostenere questo progetto, soprattutto tenendo conto dell’emergenza Covid ma andiamo fieri dei risultati raggiunti e anche se non sarà facile portarlo a termine visti i tanti eventi che siamo stati costretti ad annullare abbiamo la certezza di avere tanti sostenitori dal cuore grande ed è proprio a voi che facciamo appello: una piccola donazione da parte di tanti ci è davvero utile per portare a termine questo progetto a cui abbiamo dovuto togliere risorse per far fronte all’emergenza che si è venuta a creare nell’isola di Lesbo dove circa 30.000 profughi sono costretti a vivere in condizioni per cui l’umanità tutta dovrebbe provare vergogna. Ce la faremo, ne siamo certi e siamo determinati a farcela per cui : buon lavoro a noi e grazie a voi per il sostegno passato, presente e futuro: come ormai sapete ogni piccolo contributo è utile per aggiungere l’obiettivo (IBAN IT02V0538702402402000002154768 – PAYPAL: donazioni@weareonlus.org).

    Grazie di cuore a chi vorrà contribuire